martedì, 10 novembre 2009

Un gruppo di amici organizza un weekend in uno chalet tra i boschi. Dopo alcuni strani eventi Ash (Bruce Campbell) e Scotty scoprono nella cantina un vecchio libro (il Necronomicon, il Libro dei Morti), un pugnale e le registrazioni di un vecchio archeologo scomparso. La sua voce, registrata, racconta la sua storia e le parole magiche recitate evocano forze malefiche con cui dovranno vedersela i nostri ragazzi…

Il titolo originale avrebbe dovuto essere The Book of the Dead, ma il produttore suggerì sapientemente una formula più accattivante: The Evil Dead.

Il film rappresenta un caso emblematico (tutto americano) di cocciutaggine e talento. Il regista e autore de La Casa, questo il nome nella versione nostrana, Sam Raimi (per i più conosciuto per la saga dell’Uomo Ragno, per me il demiurgo di opere cult come Darkman e L’armata delle tenebre – in pratica il terzo atto dell’epopea di Ash-Campbell)… dicevo, Sam Raimi appena ventenne (siamo nel novembre del ’79) inizia, nel Tennessee, con pochi mezzi e pochi soldi, le riprese del film insieme ad un gruppo di amici per terminare nel gennaio dell’80 (la postproduzione durò altri tre anni). Il poco denaro (che il Nostro fece fruttare al massimo) lo aveva ottenuto presentando un corto di 30’ che convinse la produzione a dare carta bianca (e qualche assegno) all’esordiente regista ed ex-studente del Michigan State University…

 

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lunedì, 19 ottobre 2009

Su SupergaCinema.it aggiornamenti, recensioni, news, curiosità, informazioni, esclusive, interviste giorno per giorno dall’Auditorium per il Festival Internazionale del Film di Roma...

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lunedì, 21 settembre 2009

Terza puntata!

SupergaCinema On Air omaggia attraverso uno dei film più controversi degli ultimi anni, Donnie Darko, l’attore Patrick Swayze scomparso il 14 settembre 2009 all’età di 57 anni…

Lo faremo a modo nostro… con la Passione, con la Musica, col Cinema!!

Giovedì 24 settembre, ore 17.30, su www.radioimago.net

 

Buon viaggio Patrick…

 

 

Post Scriptum: Se vi siete persi la prima epica (epocale) puntata di SupergaCinema On Air, o se avete una morbosa voglia di riascoltarla e scaricarla potete farlo… questo il link: http://www.radioimago.net/rubriche/archivio.asp

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martedì, 15 settembre 2009

Già alle spalle la prima epica (epocale…?) puntata di SupergaCinema On Air…

Già alle spalle l’Edimburgo degli eroici eroinomani di Trainspotting…

Preparatevi a sognare con la prossima puntata contrappuntata dalla musica di “The Dreamers” selezionata e servita dal Nostro-e-non-nostro Valerio Del Vasto!

 

Parigi, 1968... solo su www.radioimago.net giovedì 17 alle 17.30... 

 

Vi aspettiamo…

venerdì, 21 agosto 2009
 

Di nuovo i ricordi si affollano, le ore passate al suo tavolo mentre mi parlava del libro che stavo traducendo, mi diceva ostinato che era sicuro che il nostro Re di allora avesse la barba, mi rimproverava perché avevo osato insinuare che aveva usato parole di slang (“Non ho mai usato parole che non avrebbe usato Shakespeare”, mi diceva senza scherzare), mi chiamava la sua Giovanna d’Arco, mi svelava il segreto di certe omissioni, di certi tagli, con umiltà, senza vanterie che esasperavano gli estranei, bevendo pochissimo, innamorato delle sue pagine molto più di qualsiasi donna, naturalmente eccetto Hadley.

Non c’è come tradurre un libro per scoprirne gli splendori e le miserie, quando una scena vola fra le nuvole della poesia o precipita nel buio della distrazione. In A Farewell to Arms ho visto solo splendori, nello stile dove si era già maturata fino all’estremo l’invenzione dello understatement così difficile da “rifare”, nello stupore davanti alla crudeltà del destino, nella stoica rassegnazione ignara di concessioni al macabro (insinuate in certe pagine giovanili), nei pochissimi personaggi che gli bastavano a creare una storia d’amore, il ritratto di un’epoca e una tragedia. […]

 

È stato uno scrittore tragico, un inimitabile cantore del rapporto tra uomo e donna e della sua disintegrazione in un destino senza via d’uscita. Che gli amanti si chiamassero Brett e Jake o Catherine e Frederick o Harry e Marie non cambiava il loro destino che restava senza speranza davanti allo spettro della morte, eterna protagonista di tutti i suoi libri.

L’unica speranza, l’unico spiraglio che permetta di vivere almeno con dignità il breve periodo concesso dal destino prima della fine è l’integrità, che per Hemingway vuol dire coraggio, vuol dire dignità, vuol dire onestà: vuol dire quella “grace under pressure” che lo ha guidato tutta la vita fino all’alba segreta in cui silenziosamente, discretamente, umilmente si dichiarò sconfitto e si tolse la vita.

 

Fernanda Pivano, Giugno 1991 – Introduzione a Hemingway

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venerdì, 31 luglio 2009

SupergaCinema on air

 

…quando la Musica fa Cinema…

 

Programma di intrattenimento e cultura cinematografica a cura e di Giulio Della Rocca & Riccardo Iannaccone

 

Con Valentina Ariete e Valerio Del Vasto

 

Con la collaborazione di Francesco Bonerba e Alessio Trerotoli

 

By

 

 SupergaCinema.it e Radio Imago 

 

 

 

Dal 10 Settembre, ogni giovedì alle 17.30… su www.radioimago.net 

giovedì, 25 giugno 2009

Un MUST! per chiunque ami gli anni sessanta, la buona musica, il buon cinema, il buon gusto... e il cattivo gusto ma con stile!

Un trip audiovisivo che fa s/ballare il culo e le sinapsi, una iniezione di adrenalina nella vena giusta!

Una esperienza mistica da celebrare possibilmente in buona compagnia (grazie G)... in altre parole: Rock 'n' Roll!!!

 

Qui sotto uno stralcio della recensione del buon Roberto Ostuni che potete trovare tra le Anteprime di “SupergaCinema.it”

 

 

Radio Rock Revolution

 

Era Radio Rock Revolution il titolo scelto in Italia per “The Boat that Rocked”, salvo poi essere modificato in un meno provocatorio “I Love Radio Rock”. Titolo a parte, il secondo film di Richard Curtis, conferma le ottime premesse mostrate con la sua opera prima. Nel 2003 Curtis, dopo una lunga e rosea carriera da sceneggiatore, aveva deciso di passare dietro la macchina da presa per girare il divertentissimo “Love Actually, riscuotendo grande successo. Con “I Love Radio Rock” ripropone il tanto caro humor inglese trasportando però la storia tra le onde del mare. Il titolo originale del film si riferisce infatti alla nave che in Inghilterra, durante gli anni sessanta, trasmetteva sulle sue frequenze esclusivamente musica rock, proponendosi come la radio pirata più ascoltata del paese. La situazione sembra cambiare quando il ministro Dormandy (uno strepitoso Kenneth Branagh) decide di creare una legge ad hoc per mettere fuorilegge i pirati, 'salvando' i cittadini inglesi dalla loro nefasta influenza. Dormandy non sa però che dovrà vedersela con i dj più pazzi, rockettari, trasgressivi e simpatici del pianeta…

 

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martedì, 16 giugno 2009
 

Anteprima – Sabato 20 giugno ore 21

Teatro Lo spazio via Locri, 42 (Roma)

 

“Camera Oscura” è un noir di 15 minuti partorito dalle folli menti di Luca Imperiale, Ermete Ricci, che ne è anche il regista, (loro il soggetto e la sceneggiatura) e Alessandro Signorini. E’ la storia di Leòn, fotografo arrogante e narcisista, fotografo investigativo, di quelli che vendono scatti rubati a mogli fedifraghe: mogli di politici, medici, insomma gente dell'alta società. Sognava una vita d’artista ma il suo sogno è naufragato, insieme con la sua anima il giorno in cui la sua ragazza, Adele, è scomparsa in circostanze misteriose. Da quel giorno Leòn vive  in un mondo dove tra droga, sogni e “visioni” sente la vita scorrergli affianco. Il jazz, l’arte sono solo apparizioni sfocate tanto quanto i suoi sogni e la sua vera ossessione: Adele! Un miraggio che appare e scompare.

Un giorno Leòn riceve una telefonata da un committente ignoto che gli dà un orario e l’indirizzo di un albergo a cui presentarsi per documentare un incontro molto importante.  Solleticato dalla curiosità e in bolletta, accetta l’incarico. Ma durante l’incontro un uomo ed una donna in atteggiamento tutt’altro che complice, vengono uccisi. Leòn fotografa i corpi delle vittime ma non riesce a vedere l’assassino. Comincia una ricerca della verità che lo porterà a dover scagionare se stesso dalle accuse dello scaltro ispettore Bernardi: un viaggio nella post-modernità romana tra ricordi e scoperte monumentali durante il quale Leòn avrà l’arduo compito di indagare sul mistero dell’omicidio al quale ha assistito la cui soluzione finirà per renderlo libero. 

Una storia complicata ed intrigante destinata ad essere girata (grazie anche all’impegno della T.A.E. Ricci, una piccola produzione familiare) sotto l’occhio vigile del produttore esecutivo Sabrina Lumicisi.

La scelta dell’interprete di Leòn ricade inizialmente su Filippo Timi che però rifiuta a causa di altri impegni lavorativi. A quel punto, sotto indicazione della casting si conviene che il volto giusto è quello di Fabio Ghidoni (l’Alex mortificato dai copioni ne “I Cesaroni” e l’esilarante Cassio del mediocre “Iago”) che accetta senza indugi dopo aver  letto la sceneggiatura. Il resto del cast mette insieme attori discreti che vengono dalla televisione e con qualche esperienza cinematografica alle spalle: Fabrizio Buompastore (l’ispettore Bernardi, “La squadra” e “Distretto di polizia”) , Daniele Grassetti (Filippo Scanetti, “Il bosco fuori” di Gabriele Albanesi), Beatrice Orlandini (Irene Loi, “La velocità della luce” di Andrea Papini) e infine Anita Tenerelli (Adele Mattei) attrice teatrale con qualche apparizione nel cinema. Un cast di tutto rispetto per un cortometraggio autoprodotto che in campo tecnico si affida alle ottime prestazioni della troupe del Service “4 you video” ed in particolare all’occhio esperto di Marco De Marco come direttore della fotografia.

Le riprese sono state effettuate dall’1 al 5 marzo a Roma, tra Piazza Vittorio, il Pigneto e via della Magliana. Per la scena della fabbrica abbandonata è stato necessario ricostruire all’interno di uno degli ambienti un vero e proprio laboratorio scientifico!

Alla fine la storia ha trovato una trasposizione cinematografica: ci sono differenti versioni sul significato della storia: a qualcuno piace pensare che si parli di viaggi spazio-temporali, qualcun altro è affascinato dall’idea di percorrere per 20 minuti i meandri di una mente disturbata. La verità è che non c’è una versione giusta: la storia si presta a molteplici interpretazioni e il corto può lasciare attoniti dopo la prima visione. Niente di trascendentale perché ci sono alcuni passaggi che nemmeno gli stessi sceneggiatori  hanno ben chiari! Scherzi a parte, Luca Imperiale, uno degli ideatori della storia, sta scrivendo un prequel/sequel di questo cortometraggio ancora più contorto ambientato ai tempi della scomparsa di Adele. E’ un progetto a lungo termine, che a detta del suo autore potrebbe sfociare in un lungometraggio diretto da lui stesso… ma è ancora presto per parlarne!  

 

L. I.

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lunedì, 01 giugno 2009
 

30/03/2009 15.30

Finalmente!!

Finalmente una Lista comune, una sola Falce e Martello…

Tutti gli uomini di Sinistra, negli ultimi anni, si sono sentiti presi in giro per la presenza di tanti partiti che si richiamavano alla stessa tradizione di Lotta ma che per ragioni spesso superficiali non riuscivano a ricongiungersi dando vita ad un unico e unitario Nuovo Partito Comunista!

Questa frammentazione, inutile dirlo, ha fatto il gioco delle Destre, che pur non avendo neanche un Ideale riescono a fare cerchio intorno a qualche idea (spesso demagogica e populista) o interesse comune… alla faccia del Popolo di Sinistra fatto di “compagni” che non riuscivano ad avere una Casa comune.

Questa Lista è il primo passo di un processo, spero lungo e organico, che porterà di nuovo l’Italia ad avere una Sinistra vera che Lotti e Combatta con e per il Popolo!

Detto questo, immagino che voi Dirigenti vi rendiate conto della responsabilità che avete… ma come si dice, “quando il gioco si fa duro…”

Buona fortuna,

 

Giulio Della Rocca

 

31/03/2009 15.59

Caro Giulio,
per la prima volta dopo dieci anni, sulla scheda elettorale ci sarà una sola falce e martello. I simboli del Lavoro.
Questa è la prima tappa di un progetto politico che dovrà portare  alla costruzione di un nuovo e grande Partito Comunista.
A questo progetto dedicherò tutte le mie forze.
Un caro saluto.

Oliviero Diliberto

venerdì, 17 aprile 2009

Qualche anno fa, quando ero un poppante sbarbatello che ascoltava musica indefinibile, mi imbattei in una canzone che sconvolse le mie sinapsi di adolescente iperattivo…

Si trattava di Karma Police dei Radiohead.

Già il nome era un rebus su cui mi fracassai il cranio più volte: sarà forse un invito alla calma? Booo

Il mio inglese ieri come oggi era ad un livello preverbale, per non parlare poi del sanscrito e delle discipline orientali… dunque come potete immaginare quel titolo assunse quel fascino misterioso di ciò che non si conosce.

Tant’è che i Radiohead con la loro arte hanno continuato a stupirmi e ad accompagnarmi nella mia tortuosa vita.

Ora: io non ho mai avuto la fortuna, o meglio dire la volontà di andare ad un loro concerto, e credo di essermi perso, fino ad oggi, una delle ultime esperienze mistiche che ci offre il panorama musicale attuale, però, e qui è giusto dirlo, ho la fortuna di essere amico di un gruppo di scapestrati come Emilio, Antonello, Lillo, Luciano e Silvano che insieme formano la più grande Tribute Band che i Radiohead potessero sognare: i Green Plastic!

Voi pensate che stia esagerando, sì lo so, ogni scarrafone è bello a mamma soja… Nel dubbio però darei un’occhiata al MySpace…

 

… e se non altro dopo il concerto dubito che potrei mai farmi una pinta con Thom Yorke… o chissà…  

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