martedì, 13 maggio 2008

 

 

 

 

 

 

 

Sarà che l’Italia oggi mi sembra così lontana dal mio mondo tanto da pensare di scappare, ma… ho nostalgia del viaggio… di Praga… e di quella meravigliosa esperienza che è stata la nostra vacanza di quell’agosto del 2005…

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categoria:viaggio, nostalgia, praga
domenica, 04 maggio 2008

Gli italiani con le ultime elezioni, ahimè, hanno fatto non solo una scelta politico/ideologica ma morale... "non ce ne frega niente del conflitto di interessi, della corruzione e della collusione, della informazione parziale e dei diritti umani, delle ingiustizie e delle mafie... fateci mangiare e mandate a 'fanculo gli immigrati!!!"

 

Ecco perché faccio fatica a sentirmi italiano, oggi...

 

 Giulio Della Rocca

 

Ps. Mi consola che il mio sdegno sia anche quello di tanti tanti tanti compagni (e non) che continueranno a lottare!

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categoria:politica, riflessione, elezioni 2008
lunedì, 14 aprile 2008

Oggi è un giorno triste per l’Italia: un parlamento senza la Sinistra è spaventoso!! (Io non so che dire fare pensare... quel che è certo è che oggi "io non mi sento italiano").

…la parola al Signor G:

Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire... non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno, figuriamoci!... Qualche atto impuro ma è normale no?
Lavoro, ho una famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe... non vado neanche a caccia!
Uh? Ah, voi parlavate di prima! Ah... ma prima... ma prima mi sono comportato come tutti.
Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì, jeans, maglione, l’eskimo. Perché? Non va bene? Era comodo.
Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa cantavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì… “Ciao bella ciao”. Devo parlar più forte? Sì, “Ciao bella ciao” l’ho cantata, d’accordo, e anche l’“Internazionale”, però in coro eh!
Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visti anch’io gli Inti Illimani... però non ho pianto!
Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
Manifesti? Non mi pare... Forse uno, piccolo proprio... Che Ghevara. Ma che cos’è, un processo questo qui?
No, no, no, io quello no, io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma, una volta ma… un pugnettino, rapido proprio…
Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette! Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh!
Se ero comunista. Mah! In che senso? No, voglio dire…
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

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categoria:sinistra, giorgio gaber, delusione, elezioni 2008
sabato, 12 aprile 2008

Never Mind the Bollocks

 

“Non pensarci”…

Già il titolo, così, mi rimandava a quel Nevermind che mi ha accompagnato nella mia strana adolescenza… ‘strana’ come tutte le adolescenze: astratti furori, paure, violente emozioni, magia!

Beh, il film di Gianni Zanasi sa davvero di spirito adolescenziale, sa di provincia (meccanica), sa di punk-rock e famiglia italiana (ma non da spot!); sa di affetti…

E poi silenzi, quelli di Stefano/Valerio Mastandrea rocker fallito, tradito (un Sid Vicious che chissà come ha superato i 30 anni) che ritorna a casa per ri-trovarsi – o chissà, per perdersi del tutto.

Ecco i Nardini: famiglia come tante da lontano, ma ecco in primo piano scoprirli più complessi e sofferenti e vivi: Walter Nardini, Mamma Nardini, Michela/Anita Caprioli e Alberto/Giuseppe Battiston con la loro smania di essere ascoltati capiti e perché no Rockstar!!

C’è dunque Walter Nardini reduce da un infarto che lo ha costretto a lasciare al figlio più grande e maturo (?) la fabbrica di ciliegie sotto spirito; c’è la mamma e i suoi seminari di tecniche sciamaniche (e i suoi scheletri nell’armadio); c’è Michela e i suoi delfini; c’è Alberto con un matrimonio finito (o quasi), una fabbrica che potrebbero togliergli le banche per la sua gestione sciagurata e l’amore o la passione per Nadine/Caterina Murino… prostituta d’alto bordo. E poi ci sono un universo di macchiette: il vigilante Stefano/Dino Abbrescia, Luciano detto “Matrix”, ci sono gli operai (quelli veri: “mi hanno chiesto quante comparse volevo al posto degli operai; io ho detto che preferivo gli operai, quelli veri che avremmo trovato là” Zanasi dixit).

Protagonista indiscussa e cifra stilistica del film è la musica: si passa dall’indie-rock italiano al buon Giuseppe Verdi, da Chopin al blues americano dei ’50… e il bye bye ce lo dà Monsieur Graziani con la sua “Agnese”.

Un piccolo capolavoro firmato Pupkin Production che beffardo esce nelle sale con quel titolo ‘così’, che sembra voler prendere a spallate a mo’ di pogo certo cinema italiano…

 

Giulio Della Rocca

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categoria:film, non pensarci, gianni zanasi
sabato, 05 aprile 2008

Dicono di me…

 

Il Sid e la sua tribù domenica 16 dicembre 2007: Luciano Nanni

 

Il Sid e la sua tribù domenica 16 marzo 2008: Sonia Cosco

 

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categoria:letteratura, recensione, libro, il sid e la sua tribù
martedì, 01 aprile 2008

BREAKTHEMAFIA!

 

BOLOGNA – VENERDI’ 4 APRILE AL TEATRO DEHON

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categoria:lotta alla mafia, breakthemafia
martedì, 25 marzo 2008

Eccolo “Il Sid” paraculo fare il suo debutto televisivo…

Da mercoledì 26/03/08 alle ore 12.30 e in replica per tutta la settimana in diverse fasce orarie andrà in onda la segnalazione del libro “Il Sid e la sua Tribù” nel programma Monti Tv – www.montitv.it – su Roma Uno (Terrestre canale 31 - Piattaforma Sky 860 - Hot Bird 6 13° Est Frequenza 11.137 SR 27.5 P. Orizzontale).

MERCOLEDI’  ORE 12.30 (prima battuta)
GIOVEDI’  ORE 15.30 (r)
VENERDI’  ORE 15.00 (r)
SABATO  ORE 08.30 – 22.00 (r)
DOMENICA ORE 11.00 (r)
LUNEDI’ ORE 16.00 (r)
(r)= replica
 
Potete trovare la puntata all’interno del palinsesto settimanale e anche il servizio sciolto nella sezione rubriche su http://www.montitv.it/popup_dettaglio_video.asp?id2=335

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categoria:televisione, libro, il sid e la sua tribù
martedì, 11 marzo 2008

La redazione di “SupergaCinema” nella incantevole sala Detour di via Urbana 47 (fermata Cavour) avrà il piacere di presentarvi giovedì 20 marzo alle 20.45 (circa) l’horror indipendente “The Mark"... Alla fine della proiezione seguirà un dibattito con il produttore Davide Mancori e lo sceneggiatore Andrea Materia…

 

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categoria:film, b-movie, cineclub, supergacinema, detour, the mark
lunedì, 03 marzo 2008

Superga(off-cine) …al Detour

 

Come un mantra Emiliano Belmonte, il nostro Direttore, ripeteva da mesi “ci vuole un cineclub!”

Fatto sta che gli Dei del Cinema sembrano averlo ascoltato – forse stanchi come noi di quell’instancabile salmodiare! Per carità non sto di certo parlando di qualcosa ‘epocale’ come il “Les amis du Cinéma” messo su in quel di Nizza nientepopodimenoché da quel Jean Vigo che con solo quattro film (chi non ha mai visto “L’Atalante” rimedi di corsa) è entrato a ragione fra i Grandi di questa splendida Arte…

Parlo piuttosto di una bella avventura.

La redazione di “SupergaCinema”, infatti, nella incantevole sala Detour di via Urbana (47) avrà il piacere di presentarvi – insieme agli autori – film indipendenti, sperimentali, di genere; ed anche cortometraggi e documentari che in altri cinema sarebbero tabù.

Queste serate “che sanno di Cinema” prenderanno il via giovedì 20 marzo alle 21 (circa) con l’horror “The Mark”; opera del 2003, disponibile oggi in DVD.

Alla fine della proiezione seguirà un dibattito con i produttori Davide Mancori (che è del film anche il Direttore della fotografia) e Maurizio Mattei, e l'autore Andrea Materia - che tra l’altro cura uno spazio web proprio dedicato al cinema indipendente e sperimentale: www.versionebeta.it

 

La giovane e vitale televisione romana UniversyTv riprenderà l’evento realizzando un servizio che sarà visibile sul sito www.universytv.com e il nostro www.supergacinema.it

 

Vi aspettiamo in massa!

 

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categoria:film, cineclub, supergacinema, detour
sabato, 16 febbraio 2008

Ieri mentre si andava in un posto (degli amici ci avevano convinti parlandoci di open bar) si parlava di Diego e della sciagurata band di autodidatti che avevamo messo su: i SessOrale (scusate il francesismo).

Facevamo punk-rock, o almeno tentavamo.

Il momento più alto si raggiunse ad un festival di gruppi emergenti, quando la polizia scocciata ci intimò di fare meno cagnara – intanto il cantante urlava il coro VIA VIA LA POLIZIA!!! che non ci giovò!

In un altro concerto poi – si suonava in una sede di partito – una vecchietta ci chiese se facevamo dei “ballabili” e noi rispondemmo attaccando con uno dei nostri cavalli di battaglia Fuck la moda!, che non era propriamente un ballabile. Anche in quel caso la performance fu interrotta anzitempo… così ci impegnammo a sperperare in alcol i soldi che ci eravamo sudati.

 

Ad ogni modo arrivati nel posto, pagati i 15euro (quasi svenivo) per tessera e ingresso ci mettiamo subito in fila a far fruttare il nostro diritto a ubriacarci (questo dovrebbe significare open bar).

Dopo il terzo-o-quarto-o-quinto-o-sesto bicchiere di qualcosa mi sento chiamare, mi giro e mi trovo davanti proprio lui, Diego (o meglio due-o-tre-o-quattro… a seconda di quanto avevo bevuto).

Ora, se questo fosse stato un film avrei pensato: “banale” o “scontato” – a quanto pare a chi scrive le sceneggiature della vita piacciono coincidenze e giù di lì!

La serata, come potete immaginare, è andata avanti come era iniziata: con un bicchiere in mano e la promessa di non perderci più di vista…

 

Qui sotto un link per chi volesse saperne di più su questa piccola/grande band che a modo suo ha fatto epoca… almeno per noi!

 

   www.myspace.com/sessorale

postato da: DellaRocca alle ore 15:33 | Permalink | commenti (38)
categoria:band, stranezze, divertimento, storiella